Seguici su  Seguici su Facebook
HOME ATTIVITÀ CENTRO BENESSERE AGONISMO FOTO APPROFONDIMENTI CENTRO NUOTO
APPROFONDIMENTI: Speciale abbronzatura

APPROFONDIMENTI
» Speciale abbronzatura

» Bambini obesi che fare?

» Consigli pratici

» Alimentazione e performance sportiva

» E.. state in forma

» Giovani sportivi a tavola

» Gli zuccheri: tutti uguali?

» I diritti dei giovani atleti

» Il girovita indicatore del rischio diabete

» Il movimento in acqua? Un farmaco per l'anziano

» L'attività fisica allunga la vita

» Qualità dell'alimentazione qualità della vita

» Respirare bene giova anche alla mente

» Sete, bilancio idrico e sport

» Sport agonistico e sviluppo fisico del bambino

» Tema: elettrostimolazione





E’ un’emergenza che sta attanagliando molte società, non solo nei paesi industrializzati ma anche nelle aree di sviluppo. I ricercatori prevedono decenni per educare le nuove generazioni a corrette abitudini alimentari e a stili di vita salutari. La convinzione generale è che urgono rimedi al più presto.

E’ possibile che un bambino di 10 anni possa mostrare una sensibile ristrettezza delle arterie o segni d’arteriosclerosi? Si, se il bambino è in soprappeso o obeso.

A questo preoccupante risultato è giunta un’equipe di ricercatori che fa capo al dr. Kam S. Woo dell’università cinese di Hong Kong, che ha preso in esame un gruppo di un centinaio tra bambini e bambine di età media sui 10 anni.
Sulla base dell’indice di massa corporea (o Body Mass Index BMI) 28 bambini sono stati considerati in soprappeso e 54 obesi.

Nel corso della ricerca sono stati divisi in due gruppi di controllo: il primo è stato sottoposto ad una dieta a basso contenuto di grassi ed alto contenuto di carboidrati complessi; il secondo è stato sottoposto alla stessa dieta con l’aggiunta, due volte a settimana, di 75 minuti d’attività fisica aerobica ed esercizi d’agilità.

Prima di iniziare questo trattamento, i bambini hanno fatto dei test cardiovascolari ed i loro risultati sono stati confrontati con quelli di persone adulte con il vizio del fumo da più di 10 anni. In conformità a dei calcoli statistici, il confronto tra i bimbi normo peso e quelli soprappeso hanno evidenziato negli ultimi, una probabilità tra le 3 e le 5 volte maggiore di soffrire di attacchi di cuore o di ictus prima del compimento del 65° anno di età.

Dopo sei settimane di trattamento, i bambini d’entrambi i gruppi di controllo hanno significatamene ridotto il loro rapporto tra giro vita e fianchi, abbassato il livello di colesterolo nel sangue e migliorato lo stato delle loro arterie. Inoltre, lo studio (pubblicato dell’American Hearth Association joumal circulation) ha dimostrato che la dieta e l’attività fisica garantivano una maggiore salute delle arterie rispetto alla sola dieta.

In definitiva, la ricerca ha dimostrato quanto sia preoccupante che i bambini potessero sviluppare una situazione cardiovascolare così grave in così giovane età, e quanto uno stile di vita improntato alle buone abitudini possa migliorare sensibilmente lo stato di salute.

Anche gli Stati Uniti, tra i paesi con il maggior numero di bambini obesi al mondo, stanno correndo ai ripari con la consapevolezza che questa “epidemia” richiede un impegno non inferiore a quello messo in campo alcuni anni fa nella battaglia contro il fumo. Molti esperti si trovano d’accordo nel dire che, Famiglia, scuola, comunità, industria alimentare e governo debbano intervenire con una grande alleanza per fronteggiare il problema. Pochi mesi fa è stato presentato un rapporto curato un istituto di medicina Americano (Institute of Medicine, IOM), dal seguente titolo:
• prevenzione all’obesità infantile
• la salute nell’equilibrio
L’obiettivo del progetto era dare priorità nazionale alla prevenzione dell’obesità infantile.
Questo rapporto contiene il primo piano d’azione esauriente, basato su prove per affrontare “l’epidemia” dell’obesità infantile da molteplici fronti.

Gli studiosi interessati, hanno spiegato che nessun singolo settore può accollarsi questa responsabilità e nessun singolo settore può risolvere singolarmente questo problema.

La cosa fondamentale è sensibilizzare e sostenere la collettività dai molteplici fronti descritti prima, e per farlo è necessaria  collaborazione, impegno e risorse per molti anni, probabilmente decenni.

Uno degli impegni presi da questi ricercatori, è stato chiamare in causa l’industria alimentare, cercando di spingerla ad offrire al consumatore ed ai giovani una scelta maggiore di possibilità. Ad esempio le aziende produttrici di bibite, ora fanno trovare nei distributori scolastici anche succhi di frutta, acqua, tè, sport drink, bevande dietetiche e parimenti bibite piene di calorie.

Nonostante tutte le ricerche e studi, la moda sempre  più esasperata del consumismo rimane un enorme barriera difficile da superare. Infatti la situazione mondiale è al limite dell’emergenza ed i numeri lo confermano: negli ultimi 30 vi è stato un raddoppio dell’obesità nella fascia dei bambini in età prescolare ( 2- 5 anni) e tra gli adolescenti (12 - 19 anni). Si parla addirittura di dati triplicati nella fascia tra i 6 e 11 anni.

Questa situazione implica come già spiegato una serie di complicazioni, incluso l’aumento del rischio di sviluppare il diabete ed altre malattie croniche... Allora: che fare?

(Wellness news_Marzo 2005)