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Tema: elettrostimolazione!

Elettrostimolazione: chi non ne ha mai sentito parlare? Chi non l’ha praticata o non conosce qualcuno che l’abbia fatto? Ma, ancora, chi sa cos’è realmente?

Televisioni e giornali hanno presentato, e presentano tuttora, l’elettrostimolazione come un mezzo integrante all’allenamento, innovativo e importante tanto per l’atleta moderno quanto per l’appassionato amatore, anche semplicemente per chi vuole tenersi in forma risparmiando tempo e fatica fisica, riuscendo tuttavia a garantire prestazioni e risultati estetici spesso inimmaginabili.

Ma come nasce l’elettrostimolazione?

L’utilizzo dell’elettricità come ausilio “curativo” iniziava molto tempo fa attraverso lo sfruttamento di fenomeni naturali come le scariche che vengono emesse da determinati pesci (lamprede) o minerali e veniva impiegata in alcuni casi di mal di testa, nausee, asma, infiammazioni, ecc...


L’elettrostimolazione non nasce quindi con finalità rivolte all’ambito sportivo, ma dagli studi pionieristici di Galvani, Volta, Ritter e altri in cui l’elettricità viene rapportata alla fisiologia muscolare e si aprono così le porte alle varie applicazioni odierne. Questi studi, di fine settecento e primi decenni dell’ottocento, consistevano in sperimentazioni sulla contrazione muscolare animale, sulla presenza di una corrente elettrica che stabilisce la contrazione muscolare, sul rapporto tra il tempo di stimolazione e la contrazione, sulla classificazione delle differenti fibre nervose, sulla realizzazione dei primi elettrodi per la trasmissione transcutanea e l’applicazione sui distretti muscolari specifici e sulla realizzazione delle correnti faradiche (dal nome dello scopritore Faraday).

Da qui ai giorni nostri sono tantissime le ricerche scientifiche pubblicate sulla materia, alcune delle quali sono rimaste dei fenomeni isolati altri invece hanno portato avanti nuovi concetti più sicuri ed efficaci. Infatti, il settore che per primo ne ha veramente beneficiato è stato quello della stimolazione cardiaca con i famosi pace maker, dopo uno studio svolto negli anni cinquanta che dimostrava come una stimolazione elettrica potesse mantenere i battiti del cuore umano. Questa scoperta interessantissima ha fatto si che tutte le risorse venissero spostate in questo particolare segmento isolando, quasi del tutto, il resto delle possibili applicazioni.

Negli ultimi anni , invece, la creazione ed il mercato di nuovi mezzi per la stimolazione elettrica si è evoluto aumentando di molto il numero di aziende produttrici rispetto l’inizio degli anni novanta. E’ evidente il miglioramento tecnologico avvenuto fra i primi prototipi ingombranti, brutti e pesanti con elettrodi non adesivi rispetto i nuovi elettrostimolatori, piccoli, facili da usare, con elettrodi di varie misure a seconda dell’uso, semplici da applicare e che garantiscono un buon comfort nel passaggio degli impulsi elettrici.

Attualmente l’elettrostimolazione viene impiegata in diversi settori fra i quali è molto importante quello riabilitativo fisioterapico dove si usano prevalentemente programmi antalgici nella terapia contro il dolore ed altri per il recupero della funzionalità e della massa muscolare degli arti dopo interventi o traumi che causano immobilità prolungata. Grazie , dunque, alle applicazioni nella rieducazione l’elettrostimolazione è stata applicata e studiata sugli atleti in ambito sportivo (Kotz 1970) dando oggi la possibilità di integrare il lavoro di potenziamento muscolare, distinguendo in modo selettivo le diverse tipologie di forza nelle varie discipline sportive, con programmi appositi (forza; forza resistente; resistenza aerobica; forza esplosiva; endurance…). Nell’eletrostimolazione sportiva esistono anche dei programmi per il recupero attivo o defaticamento muscolare e di capillarizzazione come prevenzione ed aumento della vascolarizzazione intermuscolare.

La stimolazione elettrica viene anche usata in ambito estetico dove sono proposti sia programmi di tonificazione prevalentemente indirizzati all’addome, glutei, seno, sia programmi di prevenzione alla cellulite, per il drenaggio ed adirittura il cosiddetto microlifting dove si eseguono stimolazioni muscolo facciali.
In conclusione, conosciuta meglio l’origine dell’elettrostimolazione e visti i numerosi settori in cui viene utilizzata, è opportuno non dimenticare la moda che si è creata attorno a questa pratica.

Infatti, pur rappresentando una scienza seria e delicata, non è necessario l’ausilio medico dando a chiunque la possibilità di acquistare ed usare questi strumenti senza però conoscere i giusti confini da rispettare nel suo utilizzo.


Per questo motivo e sempre necessario consultare degli esperti, come medici o tecnici preparati nei vari settori grazie ai quali si giunge, con duro lavoro e giusti tempi, ai migliori risultati seguendo correttamente i programmi e le terapie più consone alle proprie esigenze.

(A cura di Claudio Priamo)