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Giovani sportivi a tavola

1. Non si corre a pancia piena: la regola delle tre ore

Quando il grande Schumacher o i suoi avversari scattano dalla pole position per prendere la testa di una gara di “formula uno” è necessario che la loro macchina non sia appesantita dal massimo carico possibile di benzina. Neppure gli atleti possono pretendere di correre al meglio a pancia piena, subito dopo un pranzo di più portate. Sarebbero certamente appesantiti dal mangiare che ristagna nello stomaco! Ma per la macchina umana sorgono anche ulteriori complicazioni perché durante la digestione è necessario che un notevole quantitativo di sangue affluisca all’intestino per assorbire quel che abbiamo mangiato e, se una buona parte del sangue deve dedicarsi a questa funzione, ne resterà troppo poco per rifornire i muscoli ed il cuore dei nutrienti e dell’ossigeno che servono per sostenere lo sforzo di una corsa o di qualsiasi sport impegnativo.

È come se due creditori volessero entrambi l’unico biglietto da 10 euro di cui disponete: potete accontentarne uno solo, oppure gli date da dividersi i dieci euro in attesa di saldare il resto del debito, ma nessuno dei due sarà completamente soddisfatto di avere avuto solo una parte di quanto gli spettava.

Altrettanto succede quando l’intestino e la muscolatura richiedono contemporaneamente un maggiore afflusso di sangue: nessuno dei due potrà ricevere per intero quei supplementi di cui avrebbero bisogno entrambi per esercitare al meglio le rispettive funzioni! Bisogna perciò evitare di andare in palestra o di fare qualunque sport nelle due o tre ore successive ad un pasto completo. Se il pasto è stato, invece, un semplice spuntino, povero di grassi e facilmente digeribile, si potrà dimezzare l’intervallo. Intendiamoci però! La pizza è molto più di uno spuntino ed ha un quantitativo di grasso che ritarderà la digestione rispetto ad un’analoga quantità di carboidrati, mangiati però sotto forma di cracker o di biscotti e perfino di una merendina non farcita.

Il tempo necessario per la digestione diventerebbe ancora più lungo se avessimo preferito le patatine fritte che inevitabilmente si arricchiscono dell’olio di frittura, questo perché i grassi sono più lenti dei carboidrati e delle proteine nel passare dallo stomaco all’intestino.Potrebbero andar bene, invece, una banana ed uno yogurt alla frutta, oppure due fettine di pane con del prosciutto magro e poi un gelato di frutta o una spremuta.
Con un mini-pasto di questo tipo si può iniziare l'attività fisica molto prima che sia trascorso il fatidico intervallo delle tre ore fra un vero pranzo e l'attività sportiva. Insomma valgono per l'attività fisica o per qualsiasi sport che richieda muscoli e fiato, le stesse regole alimentari che dobbiamo rispettare prima di fare un bagno al mare o in piscina.
DALLA TEORIA ALLA PRATICA
Vediamo ora la differenza in calorie e grassi fra tre diversi esempi di mini-pasto.
a. Un fast food "pesante" e squilibrato (g/100g)
  Peso Kcal Proteine Grassi Carboidrati
Cheese Burger 118 306 16.2 11.8 34
Patatine fritte 105 266 3.4 14.8 30
Coca-cola media 400 176 - - 44
  748 19.6 26.6 108
b. Un mini-pasto con molte proteine ma troppo povero di zuccheri (g/100g)
  Peso Kcal Proteine Grassi Carboidrati
Lombata 150 201 32.7 7.8 -
Pomodori in insalata 100 17 1.2 0.2 2.8
Olio 10 90 - 10.0 -
  308 33.9 18.0 2.8
c. Un mini-pasto troppo ricco di zuccheri da riequilibrare a cena con proteine (g/100g)
  Peso Kcal Proteine Grassi Carboidrati
Riso o pasta al pomodoro 80 282 9.9 1.1 63
con olio 5 45 - 5.0 -
e parmigiano 5 19 1.7 1.4 -
Spremuta d'arancia 100 33 0.5 - 8
  379 12.1 7.5 71

Che cosa sono?
Calorie: la misura con cui si valuta sia il potere energetico contenuto negli alimenti sia il costo energetico di qualsiasi attività umana (vedi capitolo 3). Kcal: unità di misura per le calorie. Corrisponde alla quantità di calore necessaria a far aumentare di un grado la temperatura di 1 kg di acqua. Proteine: materiale pregiato ed insostituibile per l'accrescimento e il rinnovamento di tutte le cellule del corpo (vedi capitolo 7). Grassi (o lipidi). Vedi capitolo 6. Carboidrati: alimenti che forniscono all'uomo la base dell'alimentazione, ovvero la metà delle calorie necssarie alla vita (vedi capitolo 5).

Da ricordare
Se nel primo pomeriggio è previsto un allenamento impegnativo bisogna rinforzare lo spuntino di mezza mattina, fare un mini-pasto ricco di carboidrati, almeno un'ora prima di cominciare l'attività fisica, e recuperare dopo l'allenamento o la gara, a merenda e poi a cena, con un buon "secondo" e porzioni più abbondanti del solito. La precedenza, nel recupero, spetta sempre all'acqua e ai carboidrati!

2. Rifornirsi prima di partire: l'importanza della prima colazione
Se è vero che a pancia piena si corre meno velocemente è altrettanto vero che non si può uscire di casa, al mattino, senza aver consumato una buona prima colazione. Nel fare il paragone con le auto abbiamo detto che con il serbatoio pieno fino all’orlo qualsiasi macchina è appesantita e perde un po’ del suo scatto, ma è innegabile che per poter percorrere un buon tratto di strada (nel nostro caso il tempo che va dal risveglio fino alla ricreazione e quindi allo spuntino di mezza mattina) bisognerà pur mettere della benzina nel serbatoio.

Tutti i medici sono d’accordo su questo punto! Infatti, è necessario fare una buona prima colazione perché al risveglio siamo digiuni ormai da almeno 10 ore e quindi l’organismo ha già utilizzato l’energia contenuta negli alimenti della cena ed ha bisogno di un primo rifornimento per affrontare le spese energetiche della mattinata senza dover intaccare le sue preziose riserve di carburante.

Certo non è facile mangiare quando ci si è svegliati tardi, si è ancora assonnati e bisogna fare tutto in fretta, perciò la prima regola da rispettare sarà proprio quella di dedicare alla prima colazione tutto il tempo necessario! Se la prima colazione è importante per chiunque, tanto più lo diventa per chi vuole fare dello sport.
Tutto questo per una serie di buone ragioni:

  1. un digiuno troppo prolungato farà perdere attenzione e rendimento a scuola o nell’attività fisica;
  2. mangiando a casa propria, e non al bar o presso qualche macchinetta che distribuisce merendine e bibite, si possono scegliere dei cibi più sani e più adatti alla nostra salute;
  3. se si è fatta una buona prima colazione e magari anche uno spuntino nel corso della mattinata, il pranzo potrà essere più leggero e quindi sarà possibile andare in piscina o fare qualsiasi sport senza contravvenire a quella “regola delle tre ore” di cui abbiamo già detto nel precedente capitolo.
Cosa mangiare a colazione
Il latte è la base della prima colazione e devono esistere dei documentati motivi di intolleranza per escluderlo dalle proprie abitudini.
Per chi non lo apprezza ci sono molti modi di correggerne il gusto con del cacao o con altri preparati in commercio. Si può anche sostituirlo con lo yogurt, al naturale oppure corretto con della frutta.

L’importante è provare qualsiasi alternativa prima di rinunciarvi perché il latte è un alimento importante che può dare equilibrio a tutta la nostra alimentazione, soprattutto nel periodo dello sviluppo quando occorrono non soltanto le calorie ma tutta una serie di sostanze per il completamento dello scheletro osseo e dei vari organi ancora in fase di accrescimento.
Oltre alla tazza di latte occorrono dei carboidrati di pronto impiego, come se ne possono trovare nel pane e marmellata (ma per chi abita in zone fredde o per chi va a scuola a piedi andrà benissimo anche la vecchia colazione italiana con due fette di pane, burro e marmellata).

Vanno bene anche i cereali oppure dei cracker e infine una frutta o una spremuta di frutta.

DALLA TEORIA ALLA PRATICA
Ecco tre possibili modi di fare la prima colazione, con la relativa composizione calorica (logicamente chi è in sovrappeso dovrà preferire la colazione meno ricca di calorie!)
a. 440 calorie
  Quantità in grammi
Latte intero 200
Orzo q.b.
Un cucchiaino di miele (o di zucchero) 5
Cinque biscotti integrali 52
Una mela 150
b. 480 calorie
  Quantità in grammi
Latte intero 200
Un cucchiaino di cacao 5
Un cucchiaino di miele (o di zucchero) 5
Dieci biscotti secchi 60
Una banana 100
c. 600 calorie. In allenamento
  Quantità in grammi
Latte intero 200
Orzo o caffè q.b.
Zucchero o miele 10
Un cornetto 50
Quattro biscotti frollini 44
Spremuta d'arancia 150

3. Il costo di vivere e di correre: energia e calorie
Ogni artigiano utilizza una misura adatta al suo lavoro. Il sarto o il carpentiere adoperano il metro l’elettricista si riferisce ai volt agli ampère o ai watt l’oste o il benzinaio hanno come unità di misura il litro, e così via. Il potere energetico racchiuso negli alimenti si valuta, invece, in calorie.

E di calorie si parla anche riferendoci al costo delle attività umane o all’energia necessaria per mantenere vivi e vitali tutti i nostri organi anche durante il riposo o nel sonno.
La caloria ci permette di conteggiare sia l'energia contenuta in una data quantità di alimento, sia il costo di qualsiasi attività umana, dalla più economica (il sonno), alla più costosa (lo sforzo muscolare proilungato e intenso).

A questo punto, anche se l’argomento può risultare impopolare, bisogna dare qualche informazione aggiuntiva, precisando che: una caloria corrisponde alla quantità di calore necessaria per far aumentare di un grado la temperatura di un chilo d’acqua.
Per i meglio informati dovremmo dire che la caloria o chilocaloria (sui libri troverete più spesso l’abbreviazione “kcal”) dovrà essere abbandonata e sostituita dalla unità di lavoro, cioè dal joule (kJ), ma tuttora le stesse riviste scientifiche continuano ad usare la caloria, precisando magari che 1 kcal corrisponde a 4,19 kJ o, viceversa, che 1 kJ è uguale a 0,239 kcal.

Purtroppo, quando si tratta di cambiare una misura adottata da molto tempo si incontra sempre molta resistenza, da parte di tutti. Basti pensare a quante difficoltà sono sorte al momento di abbandonare le lire per l’euro, e a quante ancor più ne sono sorte, da parte del mondo anglosassone, nei confronti del sistema metrico-decimale, al punto che inglesi e americani parlano ancora di miglia piuttosto che di chilometri, o di once al posto dei grammi!

DALLA TEORIA ALLA PRATICA
I 5 gruppi di alimenti

Secondo gli studiosi più esigenti gli alimenti andrebbero suddivisi in 7 gruppi, omogenei per contenuto di nutrienti, ma diciamo che la suddivisione in 5 gruppi è più semplice e già basta a garantirci una corretta scelta alimentare.
1° Gruppo - CEREALI E TUBERI
Appartengono ai cereali tutti gli alimenti ricchi di amido, come il frumento (quindi: pane e pasta), il riso, il mais, l’avena e molti altri ancora. Fra i tuberi, non spaventatevi per il nome oggi poco usato, basterà ricordare le patate (magari lesse o sotto forma di gnocchi; meno bene le troppo amate patatine fritte!).  I cereali sono ricchissimi di carboidrati ma contengono anche una buona quantità di proteine vegetali, tanto da consentire un ottimo stato di salute anche a quei vegetariani che ai cereali e ai legumi (un’accoppiata vincente di tutti gli aminoacidi essenziali per la vita) accompagnano anche il latte e i formaggi.
2° Gruppo - VERDURA E FRUTTA
Le raccomandazioni degli esperti mondiali di nutrizione “pretendono” che tutti, ragazzi compresi, aumentino la quota giornaliera di verdure e frutta.  I prodotti di questo gruppo ci forniscono non soltanto vitamine e minerali ma anche delle preziose molecole antiossidanti che aiutano le cellule a difendersi dai radicali liberi, cioè dalle scorie che si creano nel corso dei processi chimici che si ripetono incessantemente all’interno delle cellule stesse. Poiché la vitamina C si distrugge al calore è bene mangiare anche delle verdure crude. Chi non apprezza le verdure deve assaggiarne differenti varietà in modo da trovarne qualcuna più gradita da consumare tutti i giorni.
3° Gruppo - LATTE E DERIVATI
Sono una fonte pregiata non soltanto di proteine ma anche di calcio ben assimilabile. Il latte e i formaggi, con la loro equilibrata ricchezza di nutrienti, possono servire a compensare anche qualche eventuale carenza alimentare.
4° Gruppo - CARNE, PESCE, UOVA E LEGUMI
Da questo gruppo provengono le proteine di più alto valore biologico, cioè quelle che hanno contemporaneamente tutti gli aminoacidi che il nostro organismo non sa "assemblare" per ricreare tutte le proteine del suo corpo.
5° Gruppo - GRASSI E CONDIMENTI
Non pensate che si tratti di alimenti destinati solo al piacere della tavola o a fornire parte di quella grande quantità di calorie che occorre a chi fa molto sport. Anche i grassi sono essenziali alla vita. Piuttosto bisogna imparare che i grassi vegetali contengono maggiori quantità di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi (perciò liquidi come l’olio di oliva e di altri semi) e sono in genere da preferire ai grassi di origine animale (solidi come il lardo), giudicati a rischio per la colesterolemia e le malattie collegate.

4. La benzina pulita: ovvero, gli alimenti ricchi di carboidrati
Abbiamo visto che tra i nutrienti di cui abbiamo bisogno, oltre a grassi e proteine, ci sono i carboidrati. Senza fare troppi riferimenti alla chimica, diciamo soltanto che la combustione del glucosio (la forma più semplice dei carboidrati che dopo la digestione passerà nel sangue) produce, nelle cellule del corpo umano, energia (4 calorie per ogni grammo di glucosio o di fruttosio) e, come scarto facilmente eliminabile, acqua e anidride carbonica.
Per questo motivo il titolo allude scherzosamente alla benzina pulita, alla benzina verde rispetto ai vecchi carburanti molto più inquinanti.
Anche i grassi e le proteine possono fornire energia ma con qualche problema, diciamo di lavorazione, che non esiste con i carboidrati. Comunque, riparleremo delle proteine e dei grassi (questi ultimi producono più del doppio dell’energia fornita dai carboidrati) nei rispettivi capitoli.
Per ora, limitiamoci ad un commento sui tanti parenti da cui è formata la famiglia dei carboidrati, cioè gli alimenti che in tutto il mondo forniscono all’uomo la base dell’alimentazione, ovvero almeno la metà delle calorie che occorrono, ogni giorno, per pagare la spesa di essere vivi e quella, molto più costosa, di muoversi e di correre.

La Piramide degli alimenti

Le piramidi alimentari sono ormai più numerose di quelle egiziane perché l’iniziativa americana di raffigurare con l’immagine della piramide le maggiori o minori quantità di alimenti da assumere ogni giorno è piaciuta al punto che ogni nazione l’ha adottata, magari con dei piccoli ritocchi basati sulle tradizioni alimentari del proprio Paese. 
Anche la "piramide degli alimenti" elaborata secondo le indicazioni dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione è un’immagine simbolica che privilegia il nostro modello mediterraneo ormai apprezzato dagli scienziati di tutto il mondo.
I cinque gruppi alimentari, di cui abbiamo gia parlato, devono essere sempre rappresentati nell’insieme dei pasti giornalieri con uno o più degli alimenti che compongono i gruppi ma con una preferenza quantitativa (cioè porzioni più abbondanti e più frequenti) a partire dalla base della piramide rispetto ai gruppi posti più in alto.

(A cura di Claudio Priamo)