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Il movimento in acqua? Un "farmaco" per l’anziano
Anche se non è l’immagine tradizionale, la visione di persone anziane che praticano ginnastica o una qualsiasi altra attività sportiva, non è più così rara e si vanno diffondendo sempre più centri che offrono attività motorie anche per gli anziani.
Tra questi riveste un ruolo da protagonista la piscina, il miglior ambiente per garantire benessere e molteplicità di esercizi ed attività, immersi e gratificati nell’elemento naturale per eccellenza quale l’acqua.
E’ necessario, prima di tutto, che venga approfondito in termini generali il rapporto tra movimento ed invecchiamento per poter meglio valutare i benefici e gli svantaggi dell’attività fisica svolta ad una certa età.
Vediamo come alcuni studi di medicina sportiva suddividono gli anziani in una classificazione Anagrafica e Funzionale.
Classificazione dell’anzianità:
- Anziani GIOVANI (65/74anni) soggetti che vivono in modo indipendente senza alcuna limitazione;
- Anziani MEDI (75/84 anni) soggetti che in alcuni casi richiedono assistenza per parte delle loro attività quotidiane;
- Anziani VECCHI (più di 85 anni) che in molti casi rappresentano soggetti non più autosufficienti e che generalmente richiedono assistenza per la maggior parte delle loro attività.
E’ ormai constatato che l’età media della popolazione è in continuo aumento ed è anche certo che pochissimi di noi conoscono persone ultracentenarie. Nell’antica Roma la vita media di un uomo era di 22 anni, mentre all’inizio del ‘900 arrivava a 40; in questi ultimi anni si è giunti a 72 anni nei maschi ed 81 nelle donne.
Rispetto al passato la longevità è sicuramente dovuta al miglioramento delle condizioni socio-economiche e sanitarie del nostro mondo occidentale ma anche, parallelamente, al sempre maggior numero di persone che praticano attività sportiva in età media ed avanzata.
Infatti, l’esercizio fisico sistematico svolge un ruolo significativo nella prevenzione di numerose malattie (per esempio malattie cardiocircolatorie o coronariche…), inoltre può contrastare gli aspetti negativi dell’invecchiamento favorendo più benessere.
Certo che, la pratica di una attività motoria nell’età matura non può invertire una tendenza e un processo fisiologico di invecchiamento ma può prevenirne gli aspetti limitanti, di conseguenza migliorare la qualità di vita a tutte le età.
Invecchiare, quindi, è naturale e nel prossimo futuro, come indicano esperti e statistiche, sempre più persone anziane popoleranno il nostro pianeta.
La longevità è dettata da fattori genetici che fissano dei termini temporali diversi da persona a persona. Questi termini non sono “rigidi” ma subiscono variazioni ed influenze da molti fattori che agiscono da acceleratore nei processi di invecchiamento (incidenti; malattie; sedentarietà; abuso di alcool e fumo; alimentazione sregolata; ambienti lavorativi ostili).
Scientificamente invecchiare rappresenta l’insieme delle modificazioni biologiche che nelle varie età caratterizzano e coinvolgono molte funzioni. Queste modificazioni somatiche e strutturali durante la senescenza possono manifestarsi come la diminuzione di statura e cambiamento delle fisionomie ma anche dall’atrofia muscolare con l’inibizione a livello motorio degli stimoli nervosi e peggioramento di coordinazione e controllo dei movimenti; di conseguenza diminuisce anche la tolleranza allo sforzo (veloce affaticamento) a causa della degenerazione dell’apparato cardiocircolatorio e respiratorio che genera con l’invecchiamento un progressivo declino della funzione circolatoria con la riduzione della contrattilità del cuore, l’aumenta della pressione arteriosa, la riduzione dell’efficienza della meccanica nel respiro e quindi del passaggio di ossigeno al sangue.
Riguardo l’aspetto ormonale, le persone anziane hanno spesso una ridotta capacità di produrre alcuni ormoni e di rispondere ai loro stimoli; si riduce l’ormone della crescita, gli ormoni sessuali, diminuisce lo stimolo di adrenalina ed endorfine ed aumentano patologie come l’osteoporosi.
Anche la sfera psichica è interessata con l’avanzare dell’età infatti si assistono a modificazioni del comportamento con una progressiva tendenza alla depressione, una diminuita attitudine a relazionarsi con gli altri e l’ambiente, inoltre si tende a perdere consapevolezza durante i normali movimenti quotidiani, aumentando la possibilità di cadute o traumi.
Ecco che l’attività motoria, ancor più se svolta in acqua, ha l’obiettivo primario di contrastare e migliorare tutti gli spetti negativi e degenerativi descritti in precedenza.
La piscina e tutto l’ambiente che la caratterizza sono un ottimo veicolo per stimolare e ricreare situazioni ed opportunità per l’anziano, il quale a seconda delle proprie caratteristiche e capacità individuali può scegliere tra varie alternative.
Attività di medio-alto impegno e prevalentemente di tipo aerobiche sono:
- i semplici corsi di nuoto, importanti per la grande varietà di stimoli che posso apportare(dal migliorare il rapporto con l’acqua ed il movimento del corpo, oppure per i più esperti per apprendere ed affinare nuovi stili)
- l’acqua gym; per chi non sa o non vuole nuotare ma divertirsi a ritmo di musica con il vantaggio di svolgere in 40 minuti un serio e completo lavoro fisico.
Altre attività, meno impegnative e più consone alle persone più "mature", possono essere:
- il corso di nuoto per anziani, dedicato a ci non ha mai imparato a nuotare e vuole superare le classiche paure dell’acqua per giungere gradualmente al saper galleggiare, scivolare e muovere liberamente in acqua, magari iniziando con le prime bracciate.
- L’acquagym classic, una ginnastica varia e completa meno intensa ed impegnativa dell’acquagym, ideale per persone più anziane
- L’acquantalgica, ginnastica in acqua ideata per prevenire ed alleviare le patologie articolari purché non in fase acuta o di trattamento farmacologico.
N.B. È importante quindi, scegliere l’attività più consona alle proprie esigenze tenendo sempre in considerazione l’età, le limitazioni presenti (come eventuali disabilità); le probabili patologie presenti nell’età senile e anche le terapie farmacologiche seguite.
In forma generale, nel nostro impianto, tutte le proposte per le persone anziane sono semplici e solitamente praticate in gruppo con tecniche basate in primo luogo sulla distensione, su movimenti semplici, insoliti, piacevoli e che agiscano sulla muscolatura del tronco, sulla colonna vertebrale e sul tono muscolare come ad esempio camminate, remate, flessioni degli arti in modo libero o con l’utilizzo di piccoli attrezzi per il lavoro in acqua.
Solitamente si effettuano attività in forma continuativa per mantenere una buona attivazione ed una giusta temperatura corporea; un’attenzione particolare è posta al controllo della respirazione, fondamentale per vivere l’ambiente acquatico evitando le spiacevoli situazioni di paura o "respiro bloccato".
Un ruolo fondamentale riveste anche la presenza di un istruttore esperto ed amichevole capace di cogliere al massimo l’attenzione dei corsisti e in grado di stimolare i propri allievi anche per tutte le abitudini della vita domestica, di tutti i giorni, come salire le scale, fare la spesa, passeggiare, leggere.
Tutte queste attività acquatiche garantiscono benessere e nuove motivazioni al movimento; favoriscono la conoscenza dei limiti del proprio corpo ed il suo miglior impiego incentivando la socializzazione, il rapporto con gli altri.
È ormai una conferma che l’equilibrato esercizio fisico svolto in acqua, comporta un evidente miglioramento dello stato di salute delle persone in tutte le età, in particolar modo vengono attribuiti miglioramenti eccellenti nella mobilità articolare (25/30%), nell’efficienza muscolare (dal 6 al 50%), nella resistenza generale (dal 5 al 30%).
In conclusione, riprendendo un concetto fondamentale scritto pocanzi, si può affermare che tutti questi benefici psichici e motori si ottengono solo in seguito ad una corrette prescrizioni o scelta di attività ed esercizi capaci nel tempo di dare risultati che non sono ottenibili con nessun altra terapia.
(A cura di Claudio Priamo)
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