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Sete, bilancio idrico e sport Il nostro organismo è costituito prevalentemente da acqua, ecco perché è fondamentale reintegrarla continuamente in quantità sufficienti. Una perdita corporea di liquidi di poco inferiore al 2% del peso corporeo, influisce inesorabilmente sulle "performances" sportive. Forse non tutti sanno che il nostro organismo è costituito prevalentemente da acqua, che pertanto risulta essere di importanza vitale. Perdite massive di liquidi possono in certe situazioni non solo essere dannose ma addirittura mortali, ecco perché è fondamentale reintegrarli continuamente in quantità sufficienti. Quando il bilancio idrico è in deficit, il nostro corpo attiva la sensazione di sete, meccanismo regolato da appositi centri nervosi che è bene non ignorare: è opportuno sapere che la comparsa dello stimolo della sete indica già uno stato di ipoidratazione. Se quanto appena detto vale come regola universale, per coloro che praticano sport essa assume una importanza ancora maggiore, in quanto la dispersione di liquidi durante l’attività è di gran lunga superiore: una perdita corporea di liquidi di poco inferiore al 2% del peso corporeo, influisce inesorabilmente sulle "performances" sportive. Ma vediamo il perché. La quantità di liquidi richiesta durante una specifica attività sportiva è strettamente collegata al tipo di sport che può essere di resistenza o di potenza, al tipo di clima in cui avviene l’allenamento o la competizione sportiva.
- Verdura - Integratori Salini Anche la scelta dell’acqua è molto importante, nonostante probabilmente vi sembrerà del tutto irrilevante la verità è che non lo è affatto. Utile quindi porre attenzione ad alcune regole che possono aiutarvi in una scelta oculata: 1) imparare a leggere bene l’etichetta dell’acqua, privilegiando le oligominerali e le mediominerali quali bevande da tavola; 2) evitare le acque eccessivamente addizionate di anidride carbonica, che sono più dissetanti ma procurano acidità; 3) leggere attentamente i valori di residuo fisso, nitrati, sodio, fluoro e solfati: contenuti elevati di queste sostanze possono avere controindicazioni; 4) controllare l’integrità del contenitore e la data di scadenza: pur non essendo un prodotto deperibile le acque in contenitori di plastica andrebbero bevute entro 5-6 mesi, quelle in bottiglia di vetro entro un anno; 5) attenzione ai prezzi, non è detto che le acque più care debbano per forza essere le migliori. (A cura di wellness news_Luglio 2007) |
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